Ci sono fotografie che ricordiamo ancora prima di guardarle. Sappiamo cosa stava succedendo un attimo prima dello scatto e, qualche volta, anche quello che avresti detto subito dopo.
Finivamo spesso così, tutti e tre troppo vicini per stare comodi. E nessuno aveva davvero voglia di spostarsi.
Capitolo 01
Le fotografie di casa
Non cerchiamo soltanto le immagini riuscite. Vogliamo anche quelle mosse, con un dito davanti all'obiettivo, il tavolo ancora da sparecchiare e tu che guardi altrove.
È lì che riconosciamo meglio la nostra vita: non composta, non perfetta, intera.
La prima candelina durò pochi secondi. La curiosità per la torta, decisamente di più.
Prima ancora di poter guardare lontano, avevi già cominciato a disegnare ciò che immaginavi ci fosse lassù.
Entravi in acqua per giocare e tornavi a riva con qualcosa di nuovo da raccontare.
Con un binocolo tra le mani, anche una passeggiata diventava un’esplorazione.
Con lui non servivano spiegazioni. Bastava avvicinarsi e restare lì.
Lo zaino sembrava sempre un po’ troppo grande. Tu, invece, uscivi di casa come se sapessi già esattamente dove andare.
Ci sono state battaglie importanti. Quella contro i broccoli è durata parecchio.
Quando costruivi qualcosa, il resto del tavolo poteva aspettare. Prima bisognava capire dove andava quel pezzo.
Matteo e Chiara ricordano
«In questa foto stavi per protestare. Si vede dal sopracciglio sinistro, quello che alzavi un secondo prima di dire: però.»