La cronologia finisce. I ricordi, invece, smettono di stare in ordine.
Abbiamo cambiato molte cose, altre non siamo ancora riusciti a spostarle. Non perché tutto debba restare com’era, ma perché alcuni oggetti hanno ancora il tuo modo di stare nella stanza.
Capitolo 01
Le cose rimaste
La tua stanza non è rimasta immobile. Abbiamo spostato libri, aperto finestre, regalato alcuni vestiti. Altre cose sono ancora lì: Nino il coniglio, un satellite LEGO senza un'ala, il biglietto di una partita.
Per mesi abbiamo continuato a comprare il tuo yogurt preferito. Ce ne accorgevamo soltanto davanti al frigorifero.
Ci sono sere in cui guardiamo ancora verso quella finestra quasi per abitudine. Il telescopio è rimasto lì e, quando il cielo è limpido, alzare gli occhi continua inevitabilmente a farci pensare a te.
Capitolo 02
Quello che fanno i ricordi
I ricordi non arrivano quando li chiamiamo. Compaiono mentre cerchiamo le chiavi, quando la Roma segna, quando la Luna è abbastanza chiara da farci alzare gli occhi.
Alcuni fanno sorridere subito. Altri chiedono silenzio. Non proviamo più a decidere quali siano giusti.
Siete cresciuti insieme abbastanza da lasciare tracce gli uni negli altri. Quando i tuoi amici parlano di te non raccontano soltanto ciò che è successo: per qualche minuto ci sembra di sentirti rientrare nella conversazione.
Capitolo 03
Gli amici
Davide ogni tanto ci scrive. Ci racconta una partita o manda la foto di un compito di scienze. I compagni ricordano le tue battute, le discussioni sui falli e il modo in cui prestavi una penna fingendo che non fosse niente.
Ci piace sapere che esisti anche nei loro racconti, in versioni che noi non abbiamo visto.
Non abbiamo bisogno di ricordarti sempre nello stesso modo. Ci sono giorni in cui questa fotografia fa male e altri in cui ci fa semplicemente sorridere perché riconosciamo esattamente il bambino che avevamo davanti.
Capitolo 04
Noi, dopo
Non abbiamo una lezione da consegnare. Abbiamo imparato che il dolore e la gratitudine possono occupare la stessa giornata, senza annullarsi. Siamo ancora i tuoi genitori, anche se questa frase ha cambiato tempo verbale.
La tua storia è finita nel 2025. Il suo significato no: resta nei gesti che ci hai insegnato senza saperlo, nel modo in cui guardiamo un bambino che fa troppe domande, nel posto che hai avuto nel mondo.
Ultima pagina
Buonanotte, Lore. Il telescopio è ancora vicino alla finestra.